Il Cinema è una forma che dimentica la sua relativa giovinezza, a volte, per quello che la spiegazione è ciò che può solo essere motivato perché Francesco Rosi non è ricordato nel modo in cui lui dovrebbe essere al di fuori della sua nativa Italia. Speriamo che questa bella ristampa di Salvatore Giuliano (1962) di Freccia Film (con rilascio di home entertainment presto a seguire ricco di extra e di enorme libretto) correggere questa anomalia. Rosi usa la storia-come-il mito del bandito Siciliano Giuliano come un pretesto per uno storico, politico e sociale documento del tempo e della insulare impostazione che l’hanno reso possibile. Ha preso un bold deviazione dal neorealismo e stile un enigmatico audace struttura di flashback e la non linearità, che non abbiamo quasi mai vedere l’anti-eroe.

Da Rosi formale irrilevanza siamo in grado di vedere i germi di Gillo Pontecorvo fondamentale La Battaglia di Algeri e di Costa-Gavras’ Z. a Differenza di quei registi e loro simili, Rosi ha bisogno per il non-ambiguità della ‘verità’. Con Salvatore Giuliano, abbiamo solo la rappresentazione delle note e verificabili. che può essere difficile quando l’omonimo personaggio Giuliano si è intrecciato con elementi così diversi, siano essi elementi politici, la mafia Siciliana e i suoi compagni di banditi. Uno dei rinfrescante prospettive Rosi forze al suo pubblico il suo disgusto per i gangster e il glamour romantico figura che ora rappresentano all’interno della cultura popolare. Non ci sono nero cappello cattivi qui, però. Piuttosto, abbiamo risiedere in un luogo che cessa di includere eroi e di Rosi, della ricerca della verità è sempre appena fuori portata.

Non per Rosi semplicistica idea di spiegazione schematica, Salvatore Giuliano si avvia verso la fine di Giuliano di vita, il suo corpo martoriato galleria di spari. In piedi sopra il corpo di polizia e militari, presto affiancato dai membri della stampa, che presto a lavorare fuori che c’è qualcosa di marcio nello stato di Danimarca. A questo punto Rosi inizia angolare di non linearità nel suo lungo cammino della ricerca per illuminare Giuliano movimentata vita adulta da parte del movimento separatista nei primi anni venti la sua orribile morte a soli 28 anni. La nascita dell’Italia del dopoguerra è il coniglio che Rosi va a caccia per come l’ascesa e la caduta di un Siciliano bandito prefigura dopoguerra la politica italiana, rivelando la corruzione e l’inganno tutti il cammino verso la cima della politica e mafia classe. Dagli Alleati spingono per minare il regime fascista con la mafia assistenza), numerosi gruppi separatisti condotta insurrezione contro il governo locale.

Accanto a questi eventi è l’ascesa del Partito Comunista italiano, la cui vittoria nel 1946 elezioni contribuito a innescare la strage di Portella della Ginestra. Rosi sostiene che Giuliano è stato utilizzato dal potere per sopprimere l’opposizione. Salvatore Giuliano è pieno di cubista verosimiglianza, con l’uso di partecipanti reali all’interno della vita e della morte di Giuliano, da arrogante avvocati, a bocca aperta soldati e nichilista contadini. Le uniche due “attori” presenti nel film sono Salvo Randone e Frank Wolff. In realtà, non è Giuliano stesso, che è importante per Rosi; è il annodato grovigli di scaramucce, le trattative e le stragi, e il percorso cronologico, che viene mostrato come è. Il titolare anti-eroe di sempre rischia di apparire ma non fino alla sua morte. Questo crea un simbolo mitico: distrutti i giovani, di una nazione sangue debito e il bel ragazzo con una madre piangere ai suoi piedi.